Gaiche

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Il castello di Gaiche, non lontano da Castiglion Fosco, situato sulla cima di un colle a 437 m. s.l.m. è totalmente immerso nel verde, E’ famoso per lo statuto del 1318, il più antico dell'Umbria, e per aver dato i natali, nel 1732, al beato Leopoldo, appartenente all'ordine dei frati minori.

Del castello rimane parte della cinta muraria, interrotta da una sola porta a sud-est, a sesto acuto incorniciata da blocchi di arenaria, e le quattro torri perimetrali, una delle quali è stata ristrutturata e adibita a torre civica; quest’ultima ha sei campane, trasportate in Italia dai Francescani dopo che furono costretti a lasciare, alla fine della seconda guerra mondiale, l'isola di Rodi, dove amministravano alcune parrocchie. All’interno delle  mura c'è una grande cisterna; i vari edifici del castello, sono stati ristrutturati e trasformati in abitazioni private ad uso turistico, pur conservando l’antica atmosfera medievale.  Subito fuori le mura del castello si trova la Chiesa Parrocchiale, dedicata a S. Lorenzo, di struttura originariamente gotica, consacrata secondo la tradizione il 20 febbraio 1391, al tempo di frate Alberto da Todi, monaco dell'abbazia di San Benedetto di Pietrafitta, alla cui giurisdizione fu sottoposta fino al 1550, per passare poi sotto quella del vescovo di Perugia. La Chiesa di San Lorenzo lascia il visitatore che la vede per la prima volta a bocca aperta, in quanto si presenta come “una chiesa nella chiesa”.

A seguito delle scosse del “terremoto di Assisi”, del 1997, e il conseguente  danneggiamento del muro della navata centrale  è venuta alla luce  una preesistente struttura, di dimensioni ridotte rispetto a quella attuale che ha rivelato inoltre la presenza sorprendenti nicchie sapientemente dipinte.

Gli affreschi che s’intravedono, di probabile impostazione bizantina, sono in parte compromessi ma, nelle parti non danneggiate, presentano dei colori vivacissimi e un tratto che rivela l’esecuzione da parte di artisti di altissimo livello. 

Alcuni saggi effettuati nella parete di sinistra rivelano che la decorazione prosegue anche nel resto della struttura, ad oggi, ancora coperta dall’intonaco.

La canonica, in fase di restauro, sarà adibita a luogo di ritiro spirituale per pellegrini in viaggio.

La  facciata esterna, in pietra,  è caratterizzata da un portone centrale, con stipiti e architrave in pietra serena, sovrastato da un bel rosone in cotto.

A fianco della Chiesa di San Lorenzo, un piccolo edificio recentemente restaurato conserva L’Oratorio di San Bernardino.

Un tempo usato come ovile, venne recuperato da Marco Pepoli che ne aveva intuito l’importanza, ma soltanto a seguito del terremoto del 1997, anche in questo caso sono state restituiti degli splendidi affreschi: una dolcissima Madonna con Bambino fissata nella tipica mandorla, è attorniata da San Giorgio, San Bernardino e altre figure angeliche. La maestria del tratto, i colori, la profondità di campo, i tipici cherubini e altri elementi estetici e tecnici attribuiscono l’opera alla più alta ed esperta scuola del Perugino, molto probabilmente ad Andrea d’Assisi, detto l’Ingegno.

Sia l’oratorio che la chiesa sono normalmente chiusi al pubblico e vengono aperti soltanto in concomitanza di manifestazioni e/o ricorrenze religiose

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