GREPPOLISCHIETO

Lungo la strada panoramica che da Pratalenza porta a Greppolischieto, è possibile godere di un’emozionante  vista della vallata, tra boschi di castagni e querce. La strada, percorribile in bicicletta, a cavallo o a piedi è perfetta per apprezzare al meglio il silenzio e la maestosità della natura.

Greppolischieto è la frazione più piccola e meridionale del comune di Piegaro. Il piccolo castello a 657 metri d’altezza è una terrazza naturale sulle bellezze della vallata e un piccolo gioiello fortificato medievale. L’origine è sconosciuta ma il primo insediamento si potrebbe addirittura far risalire agli scampati alla distruzione della vicina Città di Fallera. Nel corso degli anni ‘70 edifici e palazzi del castello sono stati acquistati dalla societa REP Costruzioni di cui faceva parte la stilista Anna Fendi, Venturini e l'arch.Nicola De Menna autore del restauro e della ricostruzione di Greppolischieto riportandolo così a nuova vita. Oggi il castello è  residenza di privati. I caratteristici sottopassi ad arco, i cortili, il pozzo ma anche la cura dei dettagli e l’esplosione colorata dei fiori presenti in tutti gli angoli del borgo, regalano una passeggiata suggestiva ed emozionante. Dell’antico insediamento rimangono ben conservate le mura interrotte da un’unica porta a sesto acuto, orientata verso nord est. Nella piazza principale, si affaccia la piccola chiesa di san Lorenzo: di forma rettangolare è a navata unica con una piccola cappella laterale dove si trova il fonte battesimale. La copertura è a volta, sostenuta da quattro grandi archi trasversali. Ai lati dell’unico altare, dedicato a San Lorenzo ci sono due nicchie con le raffigurazioni di san Giuseppe (a sinistra) e della Vergine Immacolata (a destra) Al centro della parete absidale, ricavata nello spessore del muro si trova una piccola grotta ad imitazione di quella di Louredes. Da ammirare sulla parete di destra un affresco riproducente la Vergine col bambino tra S.Sebastiano e S.Antonio abate.

A sud dell'abitato di Greppolischieto si può ammirare il grande bosco della Serpolla, il cui nome deriverebbe dalla diffusa presenza del timo, denominato in dialetto serpollo.

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