Castiglion Fosco

Castiglion Fosco

Il paese, è collocato sul declivio di un colle  a 350 m s.l.m. Dell’antico castello, costruito tra la fine dell’XI sec. e l’inizio del XII rimangono un bel tratto di mura con le caratteristiche torri quadrangolari , un arco e un pozzo che fungeva da cisterna 

Simbolo di Castiglion Fosco è l'imponente torre cilindrica con base a scarpa che si staglia sul paese come a voler difendere ancora i confini dell’antico castello. Iniziata nel 1462 e completata nel 1500, come rivela una scritta dell’epoca incisa su un mattone al secondo piano, fu fatta costruire da Tommaso di Francesco.  Ristrutturata nel 1990 vi si può accedere, soltanto  in occasione di particolari eventi. Le precedenti  scale a pioli sono state sostituite da una scala a chiocciola che dal primo piano, dove è presente un grande orologio a pesi del XIX sec. , dal meccanismo particolarmente interessante, porta alla terrazza (m.25) da cui si gode un suggestivo panorama. Le campane riportate all’originario numero di tre sono elettrificate  

Nella suggestiva piazza della chiesa a fianco dell’antica cisterna medievale si affaccia anche la Chiesa parrocchiale di Santa Croce. Costruita fra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo, dipese fino al 1559 dall'abbazia di Pietrafitta, il cui abate provvedeva alla nomina del parroco, e dopo tale data dal vescovo.  L'edificio andò incontro nel corso dei secoli a vari restauri e trasformazioni, l'ultima delle quali, nel 1823, gli conferì l'attuale struttura. Pavimento e altare maggiore sono stati rifatti nel 1970; è stato rimosso l'intonaco che copriva la facciata e le pareti esterne per ripristinare l'antica cortina in pietra.

L'interno  è abbellito da alcune tele che, pur essendo opere di scuola, meritano di essere ammirate. A destra di chi entra in chiesa è posto il fonte battesimale, già esistente nel 1565, del quale però s'ignora la data di costruzione. A sinistra, entro apposita nicchia, la statua di Sant' Antonio da Padova. Sopra l'altare dello stesso lato, la Madonna del Rosario. Girano intorno al quadro quindici formelle ottagonali raffiguranti i misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi. La tela, di buona fattura, non è firmata ed è priva di data. Di fronte c'è "l'altare privilegiatum" del Crocifisso, contenente una magnifica e venerata statua lignea del XVI secolo. Nella cappella destra, una grande tela, risalente all'inizio del XVI secolo, raffigura Cristo in croce, con San Francesco, Santa Chiara e altri due santi non identificati. L'opera fu commissionata da Aurelio Foschi, ritratto in basso, a sinistra. Nella cappella di fronte si trovano due dipinti con Sant' Agostino e Santa Lucia.

L’opera che però racchiude  la storia più interessante e travagliata,e che ha ripreso il proprio posto nella chiesa solo da pochissimi anni, è la statua in legno policroma della Madonna con Bambino, chiamata dai Castiglionesi Madonna del sorriso o Madonna di San Giovanni. La statua è alta 135 cm, di scuola umbra, databile nella fine del XIV secolo. Straordinari e insoliti sono il dolce sorriso e le gote rosse della Madonna, che presenta il Bambino Gesù, avvolta da un soave manto color lapislazzulo. Nei primi anni ottanta venne trafugata proprio da questa chiesa e solo una fortunata coincidenza ha permesso di rintracciarla nei primi anni del 2000 in una mostra d’arte sul lago di Garda. Secondo la tradizione popolare la statua avrebbe percorso, da sola, il tragitto dalla piccola Chiesa di Santa Felicissima al convento di San Giovanni, oggi in rovina, ma al tempo gestito dai francescani. Nel percorso, la Vergine avrebbe tracciato un sentiero ancora visibile. In realtà delle origini della statua non si hanno notizie certe, i primi documenti in cui viene citata risalgono al 1860. Nel tempo, proprio per motivi di sicurezza si preferì conservarla nella chiesa di Santa Croce, dentro le mura del paese. In seguito al suo ritrovamento fu restaurata e restituita alla comunità.  La storia di questa famosissima Madonna, costruita in un unico tronco di legno (forse ulivo), con uno sguardo profondo che la fa assomigliare più all'iconografia bizantina che a quella cristiana, non finisce qui. Infatti, cercando nella canonica la documentazione necessaria per attestarne la proprietà  , fu rinvenuto in un ripostiglio, un antico organo, costruito dal maestro Angelo Morettini (1799 - 1877), ora restaurato, che accompagna  le celebrazioni liturgiche. Oltre a questo, scavando una nicchia, per trovare una collocazione adeguata alla statua dopo il ritrovamento, sulla parete destra della chiesa di Santa Croce, ci fu chi gridò ancora al miracolo: nascosto dall’intonaco venne alla luce un bellissimo affresco del 1523, raffigurante la Madonna con Bambino tra i Santi, attribuito alla scuola del Perugino di recente restaurato

Percorrendo via della Chiesa si raggiunge piazza Vermiglioli, su cui si affaccia il maestoso edificio di origine medievale, detto Palazzo Corneli, in parte di proprietà comunale ed attualmente in fase di ristrutturazione e ammodernamento la creazione di  nuove unità abitative.

A circa 400 mt. da castiglion Fosco, sempre sulla via che porta a Greppolischieto si trova la chiesa di San Giovanni, edificata dall’Università di Perugia nel 1545.

Il 10 ottobre 1563 la chiesa e l’annesso convento furono concessi dal cardinale Della Corgna, ai frati minori conventuali di San Francesco. Il convento fu chiamato Eremo o Cimitero dei frati conventuali perugini perché qui si richiudevano i frati per vivere gli ultimi anni della loro vita

Il convento fu poi soppresso nel 1640 e la chiesa di San Giovanni Battista rimase semplice cappellania. Questa chiesa ha conservato  la nota statua Madonna con Bambino  fino alla metà degli anni 70.

Attualmente la chiesa è in rovina e dell’annesso convento rimangono pochissime tracce.

Prendendo la strada per Greppolischieto si costeggia un bellissimo punto panoramico a 518 metri d'altezza chiamato Poggio della Croce, in onore della croce collocata in memoria di due soldati morti durante la seconda guerra mondiale. Proseguendo la strada si arriva a un altro punto, ancor più spettacolare, Poggio del Vento dove è presente una piccola edicola sacra intitolata alla Madonna.

Collebaldo

Situato a 850 metri da Castiglion Fosco, si colloca su un’altura di 336 metri. Le poche notizie che ci sono pervenute, fanno risalire i primi insediamenti agli inizi del XIV secolo

La chiesa, dedicata a Santa Maria Assunta, è a tre navate ma ha un unico altare. Al centro della facciata principale e parzialmente addossato ad essa c'è un elegante campanile merlato, che con una lapide dedicata, funge anche da monumento ai caduti della prima guerra mondiale.

L'interno della chiesa è arricchito da tre grandi tele ad olio di discreta fattura, tutte però in mediocre stato di conservazione. Due di esse e precisamente quella sulla parete destra, raffigurante la Vergine con il Bambino e angeli e santi, del XVII secolo, e quella sopra la porta principale, rappresentante Sant' Antonio e (sotto) le anime del Purgatorio, probabilmente dello stesso periodo, appartenevano alla chiesa di Sant' Antonio della Cervara, nel distretto di Gaiche. I due dipinti, per motivi di sicurezza, furono trasferiti dapprima a Gaiche e successivamente a Collebaldo.

La tela posta sulla parete sinistra, riproducente la "Madonna con il Bambino. Sant' Agata, San Gregorio papa e San Valentino", del XVIII secolo, è, come le altre, di autore ignoto. Interessanti pure due piccole sculture in pietra inserite in una nicchia ricavata nel muro perimetrale a sinistra della torre, raffiguranti Cristo benedicente e San Pietro.

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