Pratalenza

Piccolo insediamento rurale a 556 metri s.l.m., nel distretto di Piegaro, da cui dista circa 4 chilometri. La più antica documentazione della sua esistenza è quella reperibile in un registro della serie "Giudiziario" dell'archivio storico del comune di Perugia, relativo all'anno 1258. In detto elenco la località è indicata come villa.

Nel "Liber impositionis biadi" del 1260 risulta tassata per 36 corbe. Nell'elencazione del 1282, più volte citata, villa Pratalenza risulta avere una consistenza demografica di 36 focolari.

In quella del 1438 non compare perchè fin dal dicembre del 1407 il Consiglio generale di Perugia aveva stabilito, secondo la politica dei Priori che tendeva ad accentrare la popolazione in nuclei più consistenti, di unirla al castello di Piegaro, come risulta dagli atti di Paoluccio di ser Giovanni di ser Angelo di porta S. Susanna, notaio decemvirale.

In seguito a tale decisione la comunità cessò praticamente di esistere come ente autonomo. La località pertanto, oltre quanto sopra esposto, non ha una propria storia e se qualche avvenimento di una certa importanza ha contrassegnato la sua esistenza, questo è inglobato tra quelli del comune di Piegaro di cui divenne parte integrante. A breve distanza da Pratalenza, sulla via che conduce a Greppolischieto, esisteva fino a pochi decenni or sono una di quelle piccole chiese, "che il fervore religioso dei nostri avi disseminò, nei passati tempi, lungo le solitarie e silenziose strade delle campagne umbre" . Denominata Madonna del Monte ed eretta molto probabilmente nel XV secolo, aveva pianta rettangolare, soffitto a capriate, unico altare dedicato alla Vergine, campanile a vela con una sola campana. Nella chiesa, di proprietà privata ma ad uso della comunità, si celebrava unicamente nei giorni festivi e nella ricorrenza delle principali solennità mariane. Nel giorno poi dell'Ascensione vi si celebravano offici di più messe, alle quali assistevano anche i numerosi fedeli che, per antica tradizione, vi si recavano in solenne processione da Terna, nel cui distretto la chiesetta era situata. Nel 1956 un fulmine si abbattè sulla chiesa ed il conseguente incendio determinò il crollo completo del tetto.

Non potendo o non volendo i proprietari provvedere al rifacimento, la chiesa fu sconsacrata e, per venire incontro alle necessità dei fedeli della zona, con il contributo determinante del Ministero dei Lavori Pubblici, venne eretta nel 1959, in luogo più idoneo, cioè all'inizio del villaggio, una nuova chiesa, dalla linea architettonica semplicissima, dedicata a San Giuseppe lavoratore. L'edificio è a pianta rettangolare e a navata unica e presenta internamente un solo altare. Della solitaria e caratteristica chiesa della Madonna del Monte rimangono attualmente solo i ruderi.

Tratto da: "Memorie di una terra: Piegaro e i suoi castelli"
di Senofonte Pistelli e Gianluca Pistelli
Città della Pieve, Luglio 1992

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