
Nadia dà forma al bolo di vetro appena uscito dalla fornace con la sua mano coperta da una presina fatta di giornali bagnati

poi soffia con forza nella canna per creare una bolla all'interno del bolo di vetro incandescente

passa l'oggetto sul bronzino per accertarsi che la base sia piatta

con le borselle crea un pò di collo ed un taglio netto che le permetterà di staccare l'oggetto dalla canna

Richard, che le fa da assistente, le porta un dito di vetro incandescente che formerà uno dei seni

poi applicano il secondo seno, tagliandolo con i taglianti

riflettendo sulla mossa successiva raddrizza l'oggetto

spingendo il centro della base all'interno crea l'appoggio per il puntello

Nadia riscalda e Michela prepara il puntello

Michela porge il puntello a Nadia che con le pinze lo applica al centro della base. Questo passaggio, antico quanto la lavorazione del vetro, permette di staccare l'oggetto dalla canna da soffio e rifinirne il collo

Nadia rifinisce il collo dell'oggetto che ha ormai preso la sua forma definitiva

Nadia raffredda il punto in cui l'oggetto, una donnina/vasetto, è attaccato al puntello per porterlo staccare e mettere nella muffola a temperare. Ogni oggetto finito va messo a riposare/raffreddare lentamente in un forno che sosta ad una temperatura tra i 500 e i 600 gradi a seconda del tipo di vetro. A fine giornata il forno viene spento e la temperatura scende lentamente fino alla mattina seguente.
(Foto: Fabrizio Ponzio)