In caso di rinvenimento di uccelli acquatici selvatici (anatre, oche, cigni, gabbiani eccetera) morti o malati si consigliano i seguenti comportamenti: evitare di toccare i volatili; richiedere l'intervento dei Servizi Veterinari; in caso di contatto adottare le usuali norme igieniche (lavarsi accuratamente le mani e altre parti del corpo venute a contatto con animali morti o malati, lavare indumenti o altri oggetti potenzialmente contaminati); non rappresentano un potenziale rischio i piccioni, le rondini o altri piccoli uccelli per i quali non è necessaria alcuna forma di particolare attenzione.
E' obbligatorio confinare gli animali da cortile nelle zone all'interno di aree di protezione e sorveglianza di focolai di malattia; altrove è consigliabile, in particolare se l'allevamento si trova in prossimità di aree naturali frequentate da avifauna selvatica. E' necessario impedire che gli animali selvatici vengano a contatto con gli animali allevati, installando ad esempio doppie reti antipassero ed evitando la presenza di acqua di abbeverata ed alimenti esposti all'ambiente esterno. I cani e i gatti che hanno dei accesso agli allevamenti avicoli non rappresentano un pericolo; tuttavia è opportuno evitare che vengano a contatto con i volatili per escludere che possano diventare un veicolo passivo di trasmissione della malattia ad altri allevamenti di volatili.
E' una malattia infettiva degli uccelli causata da virus dell'influenza di tipo A.
Si ritiene che tutti gli uccelli siano suscettibili all'influenza aviaria, anche se alcune specie sono più resistenti all'infezione di altre (piccioni, rondini, passeri e storni). Questi virus possono infettare anche mammiferi domestici e selvatici.
I virus influenzali sono classificati in tre tipi: A, B e C, quest'ultimo con scarso rilievo epidemiologico per l'uomo. A loro volta i virus del tipo A possono essere suddivisi in 16 sottotipi sulla base dell'antigene emoagglutinante (HA). Si conoscono inoltre 9 sottotipi di neuroaminidasi (NA) antigenicamente differenti. Il maggior numero di combinazioni di antigeni HA e NA è stato isolato dagli uccelli ed in particolare da volatili acquatici. Il virus influenzale di tipo A può causare infezioni severe in diverse specie animali, inclusi uccelli, maiali, cavalli, delfini e balene. I virus dell'influenza aviaria, usualmente, non infettano direttamente gli uomini.
I virus influenzali aviari non provocano sintomi attenuati negli uccelli selvatici; tuttavia, il tipo di sintomatologia negli uccelli varia sia in relazione al ceppo virale che al tipo di volatile. Nel pollame domestico, compresi polli e tacchini, il virus dell'influenza aviaria provoca due forme principali di malattia, distinte dal grado estremamente alto o basso di virulenza. La cosiddetta forma a bassa patogenicità (LPAI) normalmente dà soltanto deboli sintomi ( piume arruffate, calo della deposizione di uova). La forma ad alta patogenicità (HPAI) è più drammatica. Si diffonde molto rapidamente negli allevamenti, provoca una malattia che colpisce più organi interni, con una mortalità che può avvicinarsi al 100% entro 48 ore. Solo i virus dei sottotipi H5 e H7 sono conosciuti come agenti di forme altamente patogene della malattia.
Alcuni uccelli acquatici fungono da serbatoi del virus, ospitandolo nell'intestino anche senza mostrare una sintomatologia evidente ed eliminandolo con le feci. Gli uccelli infetti eliminano il virus con la saliva, con le secrezioni respiratorie e con le feci; il contatto di uccelli suscettibili con questi materiali, o con acqua contaminata da questi, determina la trasmissione dell'infezione.
Usualmente i virus dell'influenza aviaria non infettano gli uomini. L'uomo può infettarsi con il virus dell'influenza aviaria a seguito di contatti diretti con animali infetti (vivi o morti) e/o con le loro escrezioni: feci e urine; secrezioni respiratorie e saliva. A tutt'oggi non è stata ancora dimostrata la possibilità di contagio tra uomo e uomo. Nel mondo si sono verificati alcuni episodi di trasmissione dell'infezione dagli animali all'uomo con conseguenze importanti. Le cause di queste infezioni non sono da attribuire esclusivamente alla capacità infettiva del virus, ma piuttosto da ascrivere a inadeguate condizioni igienico-sanitarie ed al sistema di allevamento nelle case dei villaggi. Le persone che hanno contratto la malattia hanno avuto stretti e ripetuti contatti con pollame ammalato. Non sono invece, a tutt'oggi, mai stati rilevati casi di trasmissione della malattia dagli uccelli selvatici all'uomo.
La sicurezza delle carni di pollame vendute nelle macellerie e nei supermercati è attestata dall'apposizione sulle stesse del bollo sanitario che garantisce l'avvenuto controllo da parte del veterinario ufficiale, nello stabilimento di produzione. Il bollo può essere apposto direttamente sul prodotto, sulla confezione, sull'imballaggio o essere stampato su un'etichetta applicata a sua volta sul prodotto, sulla confezione o sull'imballaggio oppure può consistere in una targhetta o un sigillo in materiale resistente.
Oggi ci sono nuove regole che impongono di dare informazioni al consumatore sull'origine delle carni avicole. Queste devono essere esposte in maniera visibile anche sui prodotti non confezionati. Su tutte le carni di volatili da cortile, sui preparati e sui prodotti che le contengono deve essere applicata una apposita etichetta che riporta le seguenti informazioni:
Al fine di impedire l'introduzione della malattia in territorio europeo, la Commissione Europea ha disposto il blocco di importazioni di carni di pollame, di prodotti derivati oltre al divieto di importazione di uccelli ornamentali e da voliera, da tutti i paesi considerati a rischio. Il Ministero della Salute ha disposto il potenziamento dei controlli da parte dei propri uffici periferici di sanità e ha emanato un ordinanza Ministeriale che introduce misure di quarantena e controllo dei volatili, oltre a l'etichettatura obbligatoria delle carni fresche per la tracciabilità della loro provienza.
I volatili da cortile destinati alla macellazione devono subire una visita sanitaria da parte di un veterinario ufficiale nell'allevamento d'origine che comprende l'esame dei registri, eventuali esami complementari e prelievi di campioni d'acqua e di mangimi. Comunque, almeno una volta ogni ciclo produttivo di polli da carne un veterinario ufficiale deve sottoporre a controllo l'allevamento. I volatili da cortile sono sottoposti dopo la macellazione ad ispezione da parte di un veterinario ufficiale, il quale può procedere al prelievo di campioni, ad esempio per la ricerca di residui di sostanze ad azione farmacologica. Anche negli stabilimenti che lavorano ulteriormente le carni di pollame il veterinario ufficiale deve garantire la sorveglianza ed il controllo sulla lavorazione delle carni stesse, nonchè deve assicurare il controllo dell'igiene generale dello stabilimento ed il controllo del registro di entrata e di uscita delle carni. Le carni che il veterinario ufficiale ritiene possano rappresentare un rischio per la salute umana, o anche per la salute degli altri animali (problemi di sanità animale), sono sequestrate.
Il bollo sanitario apposto sulle carni di pollame ottenute in stabilimenti a riconoscimento comunitario, cioè che possono inviare i propri prodotti verso altri paesi della comunità europea, è composto da un ovale che nella parte superiore riporta la sigla di identificazione del paese dal quale proviene il prodotto che stiamo acquistando, ad esempio IT (Italia), DK (Danimarca), DE (Germania) ecc.; al centro il numero di riconoscimento veterinario dello stabilimento speditore, con l'indicazione della tipologia di stabilimento (ad esempio in Italia M sta per macello, S sta per laboratorio di sezionamento Sigla Sigla eccetera), nella parte inferiore la sigla relativa alla Paese Origine Provincia Origine produzione avvenuta nella Comunità Europea (CEE, Codice EWG).
Nella comunità europea esiste anche la tipologia di stabilimento che può commercializzare i propri prodotti unicamente sul territorio nazionale, gli stabilimenti a capacità limitata, in tal caso le carni di pollame recano un bollo sanitario che è composto da un codice: le due cifre iniziali identificano la Regione o provincia autonoma di provenienza, separate da una barra dalle cifre successive che identificano l'impianto, precedute da una V, e seguite dall'indicazione della tipologia d'impianto (esempio 00/V000/M).